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Dal Brasile: Cafu dopo la Confederations: “Possiamo farcela”

 

L’ex terzino di Roma e Milan è fiducioso riguardo i prossimi Mondiali nel suo Paese. Dopo la Confederations Cup il Brasile ha dato una grande prova al mondo: “Abbiamo dimostrato al mondo che ce la faremo”

 

La Confederations Cup è stato un momento travagliato per il Brasile. Manifestazioni e sommosse si sono scatenate in tutto il Paese: a migliaia sono scesi in piazza per protestare contro quello che sarà l’evento calcistico più costoso di sempre.

Sul banco degli imputati ci sono gli organizzatori del torneo e il governo nazionale, accusati di corruzione e malvessazioni. Quasi 14 miliardi stanziati per una manifestazione sportiva in un Paese dove una larga fetta della popolazione non ha nemmeno un tetto di cemento sotto cui dormire hanno scatenato il caos.

Nonostante tutto questo, il Paese ha retto, e la Confederations Cup è stata un successo. Grande l’entusiasmo e la partecipazione dei tifosi, grande il calore dei supporter da tutto il mondo. Spettacolari gli stadi e le coreografie. E’ stato proprio il Brasile a trionfare, e per il Paese è stato un tripudio.

Cafu, ex giocatore di Roma e Milan, campione del Mondo con la Selecao verdeoro, è entusiasta del successo della manifestazione e guarda con speranza ai Mondiali del 2014: “La Confederations Cup ha mostrato al mondo quello che siamo capaci di fare in Brasile. La situazione è delicata all’interno del paese, ma la Confederations Cup ha portato grande felicità. Abbiamo dimostrato al mondo che quando il Brasile vuole fare qualcosa è perfettamente in grado di farlo“.

 

Elio Errichiello

Blatter: “Il Bayern Monaco è l’esempio da seguire”.

Sepp elogia i tedeschi che lo ‘odiano’

 

Blatter ha un rapporto di odio e amore con il calcio tedesco. Il Presidente della Fifa, dopo aver dichiarato di aver disertato la premiazione del Mondiale del 2006 per non essere bombardato di fischi dai tedeschi che lo odiano, ora addita il calcio tedesco e il Bayern come esempi da seguire.

 

Blatter e i tedeschi: una storia complicata si direbbe. Risale solo a qualche settimana fa la rivelazione del numero uno della Fifa, che ha spiegato il motivo per cui decise di non premiare l’Italia vincitrice dei Mondiali 2006.

A suo dire al Mondiale tedesco preferì rimanere in disparte per evitare figuracce: i tedeschi lo odiavano e lo avrebbero sommerso di fischi.

«Non ho premiato l’Italia per evitare alla squadra campione del mondo, per evitare alle oltre 70 mila persone presenti allo stadio e alla tv internazionali di assistere a uno scandalo» ha dichiarato a Raisport, ma poi sottolinea: «Ancora oggi, se io vado in un stadio in Germania, ricevo un’accoglienza simile ad andare all’inferno ».

Ecco che a distanza di sole poche settimane Blatter torna a parlare del calcio tedesco, ma stavolta sembra aver mutato prospettiva. In un’intervista a tz il presidente della Fifa ha indicato il Bayern Monaco come il leader del calcio mondiale. Nel calcio tedesco c’è l’eccellenza e l’organizzazione, e la squadra bavarese ne è il miglior esempio.

Blatter infatti dopo aver detto che il Bayern “e’ un societa’ completamente sana economicamente, ha grandi giocatori di livello internazionale e i risultati sul campo sono straordinari”, fa i complimenti a tutta la Bundesliga: “Non posso che congratularmi con loro, per il modo in cui e’ gestito il campionato, per la maniera in cui vengono controllati i club”.

 

Elio Errichiello

Ecco i biglietti per il Mondiale

Resi noti i prezzi per le partite del Mondiale in Brasile del 2014. Per chi viene dall’estero si parte da 70 euro, per i residenti quote ridotte a 12 euro.

 

La Fifa ha comunicato ufficialmente quello che sarà il listino dei prezzi per le partite della fase finale della Coppa del Mondo 2014 in Brasile. Per i tifosi provenienti dall’estero i biglietti partono da 69 euro a persona. I prezzi elevati hanno sucitato polemiche, ma la Fifa ha trovato un accordo con gli organizzatori brasiliani.

Per i residenti nel Paese ospitante infatti i prezzi saranno ridotti, e partiranno da quote popolari di 12 euro a persona. In Brasile infatti i tifosi sono abituati a cifre esigue per assistere alle partite di calcio, e c’era stato un vero e proprio braccio di ferro tra Fifa e comitato organizzativo riguardo al prezzo dei biglietti.

Blatter aveva avuto parole dure riguardo all’organizzazione brasiliana, soprattutto dopo gli episodi di violenza della Confederations Cup, ma il caso sembra rientrato. Lo stesso Luis Fernandes, esponente del comitato organizzativo del Mondiale 2014 ha infatti dichiarato: “Blatter pentito? La Fifa ha chiarito tutto, non c’è niente da commentare. Il rapporto rilasciato dal Ministero dello Sport dimostra il grande successo della Confederations Cup, siamo il paese ideale per ospitare i mondiali. Stiamo seguendo per filo e per segno la tabella di marcia che ci porterà al mondiale dell’anno prossimo“.

 

 

Elio Errichiello

Mondiali 2014: è già polemica con la Fifa

Piccolo caso intorno alla Coppa del Mondo in Brasile nel 2014. Blatter si lamenta di come il Paese ha gestito le manifestazioni e le proteste durante la Confederations.

 

Si è scatenata una polemica dopo alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente della Fifa Joseph Blatter all’agenzia di notizie tedesca Dpa. Il presidente della Fifa ha affermato che probabilmente la scelta del Brasile per ospitare i Mondiali potrebbe rivelarsi un errore a causa delle proteste e delle manifestazioni violente che si sono svolte durante la Confederations Cup.

Subito dopo Blatter ha cercato di recuperare terreno: ”Se accadranno nel 2014, allora potremo discutere se abbiamo fatto la scelta sbagliata. Ma questo non succederà, ho fiducia: in Brasile si giocherà una grande Coppa perché è il posto giusto”.

Piuttosto piccata la risposta delle autorità brasiliane. ”Il Brasile è un Paese democratico che assicura ai suoi cittadini la piena libertà d’espressione” ha scritto in una nota ufficiale il ministero dello sport brasiliano ”Il successo della Confederations Cup dimostra la validità della scelta del Brasile per i Mondiali”.

Insomma essere già alta la tensione tra gli organizzatori e la Fifa: la speranza è che non debbano più vedersi episodi di violenza simili a quelli che hanno caratterizzato la scorsa Confederations Cup.